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Quando ci si accinge a valutare una riforma del sistema educativo, la domanda fondamentale da porsi è una sola, semplicissima: renderà migliore le nostre scuole e le nostre università, le metterà nella condizione di essere più moderne, efficienti e competitive? Nel caso dei decreti presentati dal ministro Gelmini, la risposta mi sembra evidente: no. Questa non è una riforma, ma un drastico e indiscriminato taglio delle risorse. Per questo ci opponiamo.Le diatriba salottiera sul voto in condotta e l’operazione amarcord che accompagna due decisioni di diversa gravità come la reintroduzione del grembiulino e del maestro unico non sono che tentativi di sviare l’attenzione dal nodo vero della questione. In una riforma c’è sempre un’idea di futuro. Giusta o sbagliata che sia. Ma in questi provvedimenti non c’è nulla di simile. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Quello che mi preoccupa è l’effetto devastante di queste scelte sul nostro Paese che, secondo tutte le statistiche, è già uno dei più ingiusti e socialmente immobili d’Europa. Un Paese in affanno. E il taglio delle risorse all’università, alla ricerca, non potrà che aggravare questa situazione, perché inceppa il motore del futuro. L’incantesimo è finito. Quest’estate, osservando un panorama desolato di sfiducia e rassegnazione, parlavamo della desertificazione dell’opinione pubblica. Ma ora che l’inadeguatezza di questo governo appare in tutta la sua evidenza, ora che dal piano del metodo, ostentazione di decisionismo fine a sé stesso, si passa al piano delle cose, entrando nel merito dei provvedimenti adottati nella calura di luglio, la percezione cambia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80479

È iniziato il conto alla rovescia in America. In un angolo dello schermo, l’emittente americana Cnn ha già in sovrimpressione il count down: mancano tre giorni, sette ore e ventitré minuti alla chiusura dei seggi in Virginia, Georgia, Indiana, Kentucky e South Carolina, tutte roccaforti repubblicane dove i democratici di Barack Obama sperano di fare risultato. Da lì a un’ora, le due della notte in Italia, probabilmente conosceremo il nome del prossimo presidente americano. Obama ha in programma di passare l’intera giornata di domenica in Ohio, con un comizio-concerto a Cleveland con Bruce Springsteen. Gli ultimi comizi sono in programma in Florida e Virginia, lunedì, la vigilia del voto. Sempre che non cambi la scaletta per fare una visita fuori programma alla Pennsylvania, dove l’avversario sta recuperando terreno e la partita potrebbe essersi riaperta. E intanto George W. Bush dà il suo commiato agli americani mentre il suo Dick Cheney ha dato il proprio appoggio ufficiale al senatore dell’Arizona John McCain. Bush rispettando un bon ton presidenziale ha solo fatto un appello al voto, che suona però particolarmente rivolto alle orecchie dell’elettorato repubblicano più scontento, chi per la performance della candidata numero due Sarah Palin, chi per le posizioni meno ortodosse dello stesso McCain o della sua veneranda età.«Dopo mesi di un’appassionata campagna, ora è arrivato il momento per gli americani di prendere un’importante decisione per il futuro del nostro paese».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80512

Si intensificano i controlli sulla sicurezza stradale che mirano a contrastare fenomeni come la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, due tra le cause più frequenti degli incidenti stradali. In particolare, nella notte tra venerdì e sabato, nel corso di un servizio di controllo sulla circolazione stradale, i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno ritirato dodici patenti di guida agli automobilisti risulati positivi al test dell’etilometro. Che, inoltre, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Nel mirino dei militari, anche i quadricicli e le microcar guidate da minorenni. Nel dettaglio, dieci di loro sono stati sanzionati per aver commesso numerose infrazioni al codice della strada: dalle modifiche tecnico-costruttive delle vetture, alla sostituzione degli scarichi con utilizzo di altri non omologati, fino all’irregolarità delle luci, all’utilizzo di vetri scuri e di pellicole oscuranti, e soprattutto, al trasporto di passeggeri a bordo dei quadricicli. La maglia nera va a un automomilista romano di 26 anni a cui è stata ritirata per la terza volta, sabato notte alle 4 nei pressi del Colosseo, la patente per guida in stato d’ebbrezza. Inizialmente, il ragazzo si è rifiutato di sottoporsi al test dell’etilometro, ma i carabinieri hanno proceduto comunque a ritirargli la patente. Da una verifica alla banca dati è stato riscontrato che il ragazzo era già stato fermato dai militari lo scorso luglio ed era risultato, anche in quell’occasione, positivo all’alcol test, precisamente con un tasso di 2,25 (tre volte superiore al limite previsto per legge dello 0,5).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292383

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