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Un libro all’anno, come una croce. E tutti a favore di Berlusconi che contraccambia con la solita intervista.Bruno Vespa dà alle agenzie le anticipazioni del suo ultimo ‘sforzo’ editoriale. «Un’Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa» in uscita da Mondadori Rai Eri. Come dire, le due case editrici dello stesso Berlusconi.E la chicca più bella è quella regalata dal premier su Alitalia: se non fosse stato presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi non avrebbe esitato un istante ad acquisire una quota «importante» di Alitalia. Per il resto, il premier ripete la sua convinzione che sullo svolgimento della vicenda ha pesato, e non poco, la politica. «I sedici imprenditori, tutti motivati dal mio appello, hanno accettato con convinzione – ha spiegato Berlusconi – la proposta di mettere a disposizione fondi cospicui in nome dell’interesse nazionale, per conservare all’Italia la sua compagnia di bandiera: ma ogni investimento deve produrre utili non perdite. La Cgil dopo aver detto un ‘quasi sì ‘ si era adeguata alle pressioni della sinistra ed alla sua logica del ‘tanto peggio tanto megliò pur di dare un colpo al governo, privilegiando i suoi interessi di parte invece di quelli del Paese».Quanto al ruolo del Pd, i vertici del partito «hanno prima irriso e contrastato in tutti i modi il progetto su cui mi ero impegnato fin dalla campagna elettorale. Poi, quando hanno dovuto constatare che gli imprenditori e i finanziamenti esistevano davvero, pur di scongiurare un nuovo successo di Berlusconi dopo Napoli hanno giocato contro il governo e contro il paese per far cadere su di noi la colpa del fallimento delle trattative, gli scioperi, l’interruzione dei voli e il fallimento dell’Alitalia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79426

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