Salta la navigazione

Archivi Categorie: broadcast news

Molte sono le tecniche di occupazione dello spazio televisivo di cui tutti siamo diventati esperti. I berluscones ne sono maestri, in quanto imitatori del Grande Piazzista. La maniera più brutale è quella di alzare la voce, interrompere o insultare, per impedire agli altri di esprimersi. Di questa elementare sopraffazione sono maestri Gasparri, La Russa, Capezzone e molti altri che non vale la pena citare. Ma c’è anche una modalità più subdola: quella di mentire senza pudore, cambiando continuamente le carte in tavola. Così si parla il doppio dell’avversario, perché lo si costringe a ristabilire la verità, rinunciando a dire la propria. E poi c’è il sistema inventato dai leghisti, che, come esponenti di una nazione inesistente, le sparano così grosse da non poter essere smentiti senza partire dalla battaglia di Lepanto. Per esempio Cota, a proposito della protesta nelle scuole, ha dichiarato: «Di dialogo ce n’è stato fin troppo». Segno evidente che il governo sta già pensando alle tecniche di infiltrazione suggerite da Cossiga per giustificare la repressione.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80389

È iniziato il conto alla rovescia in America. In un angolo dello schermo, l’emittente americana Cnn ha già in sovrimpressione il count down: mancano tre giorni, sette ore e ventitré minuti alla chiusura dei seggi in Virginia, Georgia, Indiana, Kentucky e South Carolina, tutte roccaforti repubblicane dove i democratici di Barack Obama sperano di fare risultato. Da lì a un’ora, le due della notte in Italia, probabilmente conosceremo il nome del prossimo presidente americano. Obama ha in programma di passare l’intera giornata di domenica in Ohio, con un comizio-concerto a Cleveland con Bruce Springsteen. Gli ultimi comizi sono in programma in Florida e Virginia, lunedì, la vigilia del voto. Sempre che non cambi la scaletta per fare una visita fuori programma alla Pennsylvania, dove l’avversario sta recuperando terreno e la partita potrebbe essersi riaperta. E intanto George W. Bush dà il suo commiato agli americani mentre il suo Dick Cheney ha dato il proprio appoggio ufficiale al senatore dell’Arizona John McCain. Bush rispettando un bon ton presidenziale ha solo fatto un appello al voto, che suona però particolarmente rivolto alle orecchie dell’elettorato repubblicano più scontento, chi per la performance della candidata numero due Sarah Palin, chi per le posizioni meno ortodosse dello stesso McCain o della sua veneranda età.«Dopo mesi di un’appassionata campagna, ora è arrivato il momento per gli americani di prendere un’importante decisione per il futuro del nostro paese».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80512

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.